Quando vi chiedete chi legge le pubblicità, oppure che voce magnifica ha raccontato questo o quel prodotto, o vi ha detto che siete sulla radio giusta, o magari vi ricorda che domenica in tv giocano il derby, o che è in arrivo la nuova stagione della vostra serie preferita, la risposta è molto semplice: è stato uno speaker pubblicitario o doppiatore pubblicitario.
Lo speaker pubblicitario si occupa di registrare con la sua voce produzioni audio dedicate alla pubblicità, radiofonica o televisiva, quindi spot radio e tv, jingle, liner, redazionali.

Il primo requisito per uno speaker pubblicitario è avere un bel timbro, conoscere la dizione, avere una voce versatile capace di interpretare un testo istituzionale, un dialogo o un testo emozionale. Deve saper essere dolce, aggressivo, misterioso, amichevole, un vero e proprio attore al servizio della pubblicità. Gli spot radiofonici o televisivi hanno una durata tassativa: 10”, 15”, 20”, 30” perché devono essere inseriti negli spazi pubblicitari (cluster) che gli inserzionisti acquistano e pianificano in radio e tv .
La difficoltà principale per lo speaker pubblicitario è stare nei tempi: spesso i testi degli spot che deve interpretare, troppe cose da leggere in uno spazio piccolo piccolo.
Aggiungi il telefono, ricorda la promozione: se i testi pubblicitari non sono scritti da copywriter con esperienza (e talvolta anche in quei casi i contenuti sono eccessivi) lo speaker deve essere capace di andare molto veloce e allo stesso tempo non perdere espressività.
Talento ed esperienza permettono poi allo speaker pubblicitario di tradurre le tante indicazioni ricevute in una buona interpretazione.
Oggi la professionalità dello speaker pubblicitario si è arricchita anche della competenza tecnica per produrre a distanza i servizi richiesti, forniti on line attraverso Skype SourceConnectNow.
Lo speaker pubblicitario normalmente ha svolto uno studio approfondito sulla propria voce e sulla pronuncia nella loro lingua, in modo da potere sfruttare al meglio lo strumento “voce” e veicolare correttamente messaggi radio televisivi, pubblicità, documentari, video aziendali.

Avere la “bella voce” intesa semplicemente come un bel timbro vocale, è un requisito favorevole ma non indispensabile per esercitare correttamente il mestiere di speaker. E soprattutto più che “provarci”, è necessario “lavorarci”.

Le belle voci che ascoltate, sono molto più che un bel timbro, sono frutto di “belle intenzioni”, il che significa che la voce deve trasmettere effettivamente il messaggio che si desidera veicolare e portare emozioni quali entusiasmo, tristezza, gioia, rabbia, professionalità.

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